Controllo Documentale

Sei un importatore e vuoi sapere se le carte che ti danno vanno bene? Vuoi un fascicolo tecnico da far vedere ai tuoi clienti per renderti affidabile? Questo è il nostro lavoro

giovedì 2 settembre 2010

per sdoganare, per importare che si deve fare? chi vuole distribuire in Italia dei prodotti importati, che deve fare?

ci chiedono: ...  "siamo in cerca di una azienda che esegua la marcatura CE su questi prodotti di importazione. (segue succinta descrizione)  Ci vogliamo affidare ad una azienda seria e competente, ... Le mie domande sono queste:
-    e’ possibile eseguire la marcatura CE su  questi prodotti?;
-    c’e’ bisogno di qualche documentazione particolare da fornirvi?;
-    e’ possibile avere un preventivo per la certificazione? "
la cosa migliore in questi casi è di parlare, telefonare, capire meglio.
dare informazioni e consigli fa parte del nostro lavoro.
Pare meritevole chi si preoccupa di fare le cose ma meglio, e merita sostegno. perchè spesso incontriamo chi importa senza scrupoli, magari apponendo marcature improvvisate. salvo poi trovarli su RAPEX, CON IL RITIRO DAL MERCATO. http://ec.europa.eu/consumers/dyna/rapex/  )

non solo la marcatura CE della macchina, talvolta è sufficiente.

Abbiamo visto che talvolta il cliente, specialmente se si tratta di una multinazionale, pretende di più. Pretende documentazioni relative  ad esempio alla rispondenza a normative nazionali, che magari sono differenti da quelle italiane e non sono soggette ad armonizzazioni: ad esempio la normativa antincendio.
Ci stiamo facendo una certa esperienza, di flessibilità e di rapidità esecutiva (è sempre per  ... ieri).

un incarico divenuto ultimamente "di moda" è la revisione e l'aggiornamento della documentazione relativa alla 626.

le precedenti esigenze erano più blande.
ora è importante rivedere bene luoghi di lavoro e mansioni e valutare rischio per rischio, analizzando  dove si possono trovare interferenze e fissando bene tutto su apposite schede di rischio.
non basta. una volta definito cosa fare e come prevenire o proteggere, è necessario dire chi lo fa e quando e chi controlla: altrimenti tutto ricade sul legale rappresentante.  mettere in piedi in pratica un sistema di gestione della sicurezza.
facendo tutto ciò con cura capita di trovare lacune e inesattezze.
ma il risultato che si ottiene, come documentazione e come organizzazione, senz'altro oggi cautela meglio le responsabilità del legale rappresentante.

Cosa fare quando si hanno in officina, in fabbrica, macchine ancora ben funzionanti ma precedenti alla Direttiva Macchine e quindi non marcate CE:

Le richieste di adeguamento in questo senso le abbiamo ultimamente svolte applicando quanto previsto nella Nuova Direttiva, con la procedura di valutazione del rischio (ISO 14121) applicata ai requisiti previsti dall'ALL V e dall'ALL VI del TU 81/08, per individuare i punti critici da risolvere e le protezioni da installare.
 Si tratta di un lavoro spesso ingrato, mancando schemi e disegni, ma potendo generalmente fare affidamento sull'esperienza e sulla professionalità dei tecnici presenti e abituati ad intervenire sulle macchine in esame.
Il punto fondamentale è la redazione del Manuale di istruzioni, che serve in particolare come base di partenza per la formazione alla sicurezza degli operatori, perchè conoscano i rischi residui, e non eludano le nuove protezioni installate e segnalino possibili miglioramenti.
Lo spirito della legge, e lo scopo del nostro inetrvento, infatti non è quello di ostacolare il buon uso produttivo della macchina, ma il suo utilizzo sicuro.
Ad esempio certi meccanismi di caricamento e disimpegno della macchina vengono automatizzati di più e resi più ergonomici, con notevole guadagno produttivo; quando addirittura non venga introdotto qualche PLC che alleggerisce l'utilizzo di manodopera e introduce anche risparmio in termini di costi fissi.

martedì 24 agosto 2010

MACCHINE VECCHIE IN OFFICINA

Cosa fare quando si hanno in officina, in fabbrica, macchine ancora ben funzionanti ma precedenti alla Direttiva Macchine e quindi non marcate CE:
le richieste di adeguamento in questo senso le abbiamo ultimamente svolte applicando quanto previsto nella Nuova Direttiva, con la procedura di valutazione del rischio (ISO 14121) applicata ai

requisiti previsti dall'ALL V e dall'ALL VI del TU 81/08, per individuare i punti critici da risolvere e le protezioni da installare.
 Si tratta di un lavoro spesso ingrato, mancando schemi e disegni, ma potendo generalmente fare affidamento sull'esperienza e sulla professionalità dei tecnici presenti e abituati ad intervenire

sulle macchine in esame.
Il punto fondamentale è la redazione del Manuale di istruzioni, che serve in particolare come base di partenza per la formazione alla sicurezza degli operatori, perchè conoscano i rischi residui, e

non eludano le nuove protezioni installate e segnalino possibili miglioramenti.
Lo spirito della legge, e lo scopo del nostro inetrvento, infatti non è quello di ostacolare il buon uso produttivo della macchina, ma il suo utilizzo sicuro.
Ad esempio certi meccanismi di caricamento e disimpegno della macchina vengono automatizzati di più e resi più ergonomici, con notevole guadagno produttivo; quando addirittura non venga

introdotto qualche PLC che alleggerisce l'utilizzo di manodopera e introduce anche risparmio in termini di costi fissi.

nuovo sito produttivo

Alcuni interventi di quest'ultimo periodo riguardano clienti che, dopo molte esitazioni, hanno deciso di spostare il sito di produzione.
Talvolta questo capita per mancanza di spazio, quando la crescita dei magazzini e l'incremento delle macchine o delle linee è diventato eccessivo e impedisce di muoversi con efficienza.
Talvolta capita per problemi col ... vicinato: proteste per il rumore, per gli odori, e così via.
Comunque è sempre un problema: non tanto e non solo per l'investimento da affrontare, quanto per la burocrazia.
Regolamenti, Leggi e Decreti, Direttive... tutto congiura per far sì che il legale rappresentante non possa mai sentirsi a posto. E' arduo spesso compilare semplicemente l'elenco completo degli adempimenti.
Ci è capitato anche che le disposizioni di un ente di controllo (Comune) contrastino con quelle di un altro (ASL). E che subentri sul più bello l'ARPA con problemi di bonifiche, confliggendo con la provincia. A quel punto non basta più la competenza tecnica: ci vuole buon senso e tanta pazienza, facendo da scudo al cliente, prima che si arrabbi!
I buoni rapporti che col tempo si instaurano coi funzionari vengono buoni, nel tempo. Mai cercare di forzare: tutti hanno le loro ragioni.
E alla fine si arriva a compromessi accettabili anche e soprattutto dal punto di vista economico.

Qualità totale

Capita che per certi nostri clienti sia stato più semplice certificare il proprio sistema di produzione con la garanzia di Qualità, invece di certificare ogni tipo di prodotto.
In questo caso è necessario che vi siano evidenziati degli audit, compiuti da terzi, per verificare periodicamente – nell’intervallo tra le visite di sorveglianza dell’ente notificato – che tutti i requisiti siano rispettati.
Ciò è valido per molte direttive, ed è particolarmente frequente per la ATEX, ed è prevista anche nella nuova direttiva macchine.
Quindi ci troviamo talvolta ad assistere i clienti nell’effettuazione di audit che riguardano sia la ISO 9001 sia la Direttiva Nuovo approccio.
In questo modo il nostro cliente non deve dedicare risorse alla questione Sistema di Qualità: e generalmente ci chiede di coprire anche la figura del rappresentante della Direzione.
Anche questo è un sostegno alle PMI capofila, che esportano e che hanno bisogno che i fornitori di componenti li seguano rapidamente e con competenza.