Controllo Documentale

Sei un importatore e vuoi sapere se le carte che ti danno vanno bene? Vuoi un fascicolo tecnico da far vedere ai tuoi clienti per renderti affidabile? Questo è il nostro lavoro

martedì 18 ottobre 2011

Vendere Macchine Usate - Marcatura CE

Sempre più spesso ci capita di aiutare fabbriche che chiudono a vendere i loro macchinari usati, spesso non marcati CE. Il quadro è quasi sempre il punto più debole che non può essere modificato prima della vendita, in quanto il venditore sta chiudendo. Qui sotto descriviamo una soluzione proposta in una di queste occasioni.


Il problema principale della macchina che abbiamo riscontrato è costituito dal quadro di comando e dall’equipaggiamento elettrico (Direttiva LVD e EN 60204).
Per ovviare a questo problema tutelando comunque ambo le parti, abbiamo individuato come soluzione la marcatura dell’insieme come QUASI MACCHINA, come si legge nella MD 2006/42/CE art. 2 comma g) e art. 13.
Sarà responsabilità unicamente di chi assembla la quasi macchina (con il sistema di comando, quadro elettrico ed equipaggiamento) di completare  la marcatura CE come macchina

zeppa cuneo di rialzo - I componenti vanno marcati?

Un informazione veloce: vi risulta che esistano norme di riferimento per la realizzazione di zeppe/cunei di rialzo come da foto allegata? Io non trovo nulla, ma un cliente mi chiede cosa regolamenta questi accessori?



Giusto.
Allora: Con il D.Lgs. n. 172 del 21.5.2004, pubblicato sulla G.U. n. 165 del 16.07.2004, è stata recepita nel nostro ordinamento la direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti, che ha sostituito la precedente direttiva 92/59/CEE.  
Ma si tratta di prodotti destinati ai consumatori, che non hanno formazione e nessuna difesa, e non mi pare certo sia il vs caso.
A questo punto rimane solo da vedere se esiste eventualmente una norma tecnica specifica, che però si inquadra comunque all’interno del TU 81/08 – a carico di chi sceglie quella soluzione e ordina il prodotto. È lui che valuta il rischio per i suoi lavoratori nello svolgere quella mansione e sceglie un elemento mobile invece che una installazione fissa. Quindi è lui che deve prescrivere cosa desidera in funzione del suo problema (deve valutare il rischio = gravità – probabilità – frequenza ecc: è lui che lo sa).

giovedì 1 settembre 2011

vendiamo fascicolo tecnico online

abbiamo iniziato a vendere i fascicoli tecnici dei prodotti piu comuni che ci vengono normalmente chiesti.
Il nostro negozio online si trova all'indirizzo: www.dedo-risorse.com 




mercoledì 17 agosto 2011

ATTREZZI PER LA MANOVRA DI VITI E DADI - GIRAVITE A SQUADRA PER VITI A TESTA CON INTAGLIO: UNI 7079:2011

ATTREZZI PER LA MANOVRA DI VITI E DADI - GIRAVITE A SQUADRA PER VITI A TESTA CON INTAGLIO: UNI 7079:2011 
Assembly tools for screws and nuts - Double offset screwdrivers for slotted head screws
La norma specifica le dimensioni, i requisiti tecnici e le condizioni di prova dei giravite a squadra per viti a testa con intaglio.


e' appena entrata in vigore la nuova norma tecnica che regola gli attrezzi per la manovra di viti e dadi come i giravite a squadra.
Tale norma è entrata in vigore il 21 luglio 2011.

Etichetta Integratore Alimentare


Copiamo qui sotto i requisiti di legge per il contenuto dell'etichetta di un integratore alimentare.
Etichettatura
1. I prodotti di cui al presente decreto sono commercializzati con la denominazione di: «integratore alimentare» o con i sinonimi di cui all'articolo 2, comma 2.
2. L'etichettatura, la presentazione e la pubblicità non attribuiscono agli integratori alimentari proprietà terapeutiche ne' capacità di prevenzione o cura delle malattie umane ne' fanno altrimenti riferimento a simili proprietà.
3. Nell'etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità degli integratori alimentari non figurano diciture che affermino o sottintendano che una dieta equilibrata e variata non e' generalmente in grado di apportare le sostanze nutritive in quantità sufficienti.
4. Ferme restando le disposizioni del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive modificazioni, l'etichettatura reca i seguenti elementi obbligatori:
a) il nome delle categorie di sostanze nutritive o delle altre sostanze che caratterizzano il prodotto o una indicazione relativa alla natura di tali sostanze;
b) la dose raccomandata per l'assunzione giornaliera;
c) un'avvertenza a non eccedere le dosi raccomandate per l'assunzione giornaliera;
d) in presenza di sostanze nutritive o di altre sostanze ad effetto nutritivo di cui all'articolo 2, comma 1, l'indicazione che gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata;
e) l'indicazione che i prodotti devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni di età;
f) l'effetto nutritivo o fisiologico attribuito al prodotto sulla base dei suoi costituenti in modo idoneo ad orientare correttamente le scelte dei consumatori.
5. La quantità delle sostanze nutritive o delle altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, contenuta nel prodotto, e' espressa numericamente sull'etichetta. Le unità di misura da utilizzare per le vitamine e i minerali sono specificate nell'allegato I.
6. Le quantità delle sostanze nutritive o delle altre sostanze dichiarate si riferiscono alla dose giornaliera di prodotto raccomandata dal fabbricante quale figura nell'etichetta.
7. I dati sulle vitamine e i minerali sono espressi anche, se del caso, in percentuale dei valori di riferimento che figurano nell'allegato al decreto legislativo 16 febbraio 1993, n. 77.
8. La percentuale rispetto ai valori di riferimento per le vitamine e i minerali di cui al comma 6 può essere fornita sotto forma di grafico.

lunedì 25 luglio 2011

ATEX locali accumulatori

Rispondiamo alla domanda:
mi trovo a dover trattare l'aspetto formazione atmosefere esplosive per i locali con presenza di accumulatori stazionari.
Per la valutazione dell' si abbiamo deciso di seguire le indicazioni delle norme EN 50272-2 (CEI 21-39). Di fatto è un controllo sulla capacità di areazione del locale.

L’approccio è quello giusto, si tratta di un calcolo della ventilazione... facciamo un esempio:


RISCHIO ESPLOSIONE LOCALI BATTERIE
Le batterie comunemente utilizzate sono al piombo o al nichel-cadmio e si distinguono in batterie stazionarie (UPS ,centrali telefoniche) e batterie di trazione (muletti, macchine per pulizia ecc.). Le batterie sono ricaricate in locali dedicati oppure in zone poste all’interno di locali ordinari.
Nei locali il pericolo di esplosione è dovuto all’emissione nell’ambiente d’idrogeno che si genera a seguito dell’elettrolisi dell’acqua. L’emissione d’idrogeno si può considerare terminata un’ora dopo l’interruzione della corrente fornita dal caricabatterie.
Anche durante la scarica avviene produzione d’idrogeno anche se in misura minore rispetto alla carica. 

Se la concentrazione in aria dell’idrogeno raggiunge il 4%, la miscela aria- idrogeno può esplodere.
Per prevenire il pericolo di esplosione sono state utilizzate le indicazione previste dalle norme EN 50272-2 (CEI 21-39) “Batterie stazionarie”.
Non è necessario coordinare la suddetta norma con la guida CEI 31-35 in quanto la norma EN 50272-2 ai fini dell’esplosione applica espressamente i principi previsti dalla norma EN 60079-10 (CEI 31-30 e guida CEI 31-35).
La norma EN 50272-2 prevede dunque che la concentrazione di idrogeno sia mantenuta al di sotto della soglia del 4% , attraverso un’idonea ventilazione. 
La norma EN 50272-2 indica come calcolare :
la portata dell’aria di ventilazione necessaria nel locale batterie la superficie dell’apertura di ventilazione necessaria a garantire la portata d’aria.

ZONA PERICOLOSA VICINO ALLE BATTERIE
Nelle immediate vicinanze della batteria in carica anche in presenza di idonea ventilazione naturale la EN 50272-2 prevede l’esistenza di una zona pericolosa che deve essere classificata, secondo quanto previsto dalla CEI 31-30 e 31-35 come zona 1 e si estende per una distanza d.
La distanza d varia secondo le caratteristiche della batteria . La zona 1 complessivamente presente nel locale batterie è costituita dallo sviluppo delle zone 1 che si trovano entro le distanze d dalle sorgenti di emissioni
Quindi se abbiamo una superficie utile netta superiore a quella richiesta, nelle condizioni ordinarie garantiamo una portata d’aria sufficiente a evitare la formazione di atmosfere esplosive.
Poniamo che la zona 1 pericolosa si estende per 0,7 m dalle batterie.
Nella zona 1 non devono essere presenti impianti elettrici ordinari né altri sorgenti di innesco che possono dare luogo ad esplosioni .
Ricordarsi sempre che nella zona con pericolo di esplosione (ricarica batterie) dovrà essere apposto il  cartello atex. 



lunedì 4 luglio 2011

UNI EN ISO 28927-10:2011

è uscita la nuova norma uni sui metodi di prova per le vibrazioni degli utensili portatili.... 

UNI EN ISO 28927-10:2011
Macchine utensili portatili - Metodi di prova per la valutazione dell'emissione vibratoria - Parte 10: Trapani a percussione, martelli demolitori e picconatori
Titolo in lingua inglese : Hand-held portable power tools - Test methods for evaluation of vibration emission - Part 10: Percussive drills, hammers and breakers

Sommario : La presente norma e' la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 28927-10 (edizione aprile 2011) e tiene conto delle correzioni introdotte il 25 maggio 2011. La norma descrive un metodo di laboratorio per la misurazione delle vibrazioni sull'impugnatura dei trapani a percussione, martelli demolitori e dei picconatori. Essa fornisce una procedura per la prova di tipo che costituisce la prova di riferimento per stabilire l'entita' delle vibrazioni sull'impugnatura della macchina utensile mentre si lavora con un carico prestabilito. 

Data di entrata in vigore: 2011-06-16