Controllo Documentale

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giovedì 26 aprile 2012

Rischio Elettrico Macchinari Piattaforme mobili a Batterie - 60204


Descrizione del pericolo:
Le batterie sono ricaricate in locali dedicati oppure in zone poste all’interno di locali ordinari.
Nei locali il pericolo di esplosione è dovuto all’emissione nell’ambiente  d’idrogeno che si genera a seguito dell’elettrolisi dell’acqua.
L’emissione d’idrogeno si può considerare terminata un’ora dopo l’interruzione della corrente fornita dal caricabatterie.  Anche durante la scarica avviene produzione d’idrogeno anche se in misura minore rispetto alla carica.  Se la concentrazione in aria dell’idrogeno raggiunge il 4%, la miscela aria- idrogeno può esplodere.
Provvedimenti adottati:
In questo caso non si può applicare la norma UNI EN 60204. Ma il costruttore può prescrivere che il luogo dove vengono caricate le batterie sia adeguato.
Le batterie sono ricaricate in locali dedicati oppure in zone poste all’interno di locali ordinari.
Il caricabatterie è un accessorio collegato alla rete elettrica. Prestare molta attenzione alle operazioni di collegamento e scollegamento dalla rete elettrica.Prestare molta attenzione ai locali dove viene messo sotto carica. La ventilazione  dei locali deve essere adeguata.

Scheda Sicurezza - Etichetta Frasi Rischio Pittogrammi Simboli


Calcolo del pericolo GHS/CLP
La nuova classificazione CLP entrera in vigore:
- dal 1° dicembre 2010 per quanto riguarda le sostanze, con deroga fino al 1° dicembre 2012 per le sostanze gia immesse sul mercato
- dal 1° giugno 2015 per quanto riguarda le miscele, con deroga fino al 1° giugno 2017 per le miscele gia immesse sul mercato.
Nella prima fase la classificazione CLP andra ad affiancare la classificazione secondo 67/548/CE. Per quanto riguarda le miscele, sara comunque possibile indicare gia da subito, facoltativamente, la classificazione CLP, oltre a quella secondo 99/45/CE.
Successivamente, a partire dal 1° giugno 2015, la classificazione CLP andra a sostituire interamente la vecchia classificazione e le frasi R e S, e la classificazione secondo 67/548/CE e 99/45/CE sara abrogata definitivamente.
Questa sezione del manuale vi presentera sinteticamente tutte le funzioni e le opzioni disponibili per il completo e corretto calcolo del pericolo.

Regole per scrivere le schede di sicurezza
Stato fisico
Lo stato fisico di un prodotto influisce sulla sua pericolosita, soprattutto per quanto riguarda l’infiammabilita.
Destinato alla vendita al pubblico
Se un prodotto non e destinato alla vendita al pubblico la normativa relativa per quanto riguarda la classificazione
e meno restrittiva. Parte dal presupposto che un tecnico o un operaio specializzato (quindi esperto) non
commettono imprudenze ed hanno meno possibilita di ingerire prodotti pericolosi.
È destinato ad essere applicato mediante polverizzazione
L’attribuzione provoca l’inserimento di alcune frasi S per una maggiore cautela.
Attribuzioni della frase R65
La frase R65 si riferisce a prodotti che provocano danni polmonari se ingeriti. Questo tipo di prodotti sono
pericolosi nel momento in cui vengono ingeriti, non tanto per il fatto della tossicita, ma perche i vapori che essi
producono vengono respirati ed intaccano gli alveoli polmonari.
La frase R65 non va’ applicata nel caso in cui il prodotto, benche liquido, abbia una elevata viscosita (superiore a 7 cst) o una elevata tensione superficiale (superiore a 25 mN/m). In questo caso non sussiste la pericolosita per aspirazione.
Infiammabilità dei liquidi
Questa parte si riferisce solamente a prodotti liquidi. Quindi se il prodotto non e liquido viene ignorata.
Cio che specifica l’infiammabilita di un prodotto e principalmente il punto di fiamma (flash-point), questo dato
viene scelto tra un gruppo di 4 che comprendono i vari livelli di infiammabilita previsti dalla normativa.
Attenzione: l’infiammabilita di un preparato non e dovuta ai suoi componenti ma a questa
caratteristica. Il preparato puo essere al 90% composto da sostanze infiammabili, ma se abbiamo
stabilito che il flash point e oltre i 55 °C sara non infiammabile.
Infiammabilità dei solidi
Questa parte si occupa dell’infiammabilita dei prodotti definiti solidi.
Infiammabilità dei gas
Come sopra ma per quanto riguarda i gas. I gas in genere sono molto piu infiammabili dei liquidi, l’unica cosa da indicare in questo caso e se si infiamma a temperatura ambiente.
Esplosività
In questa parte si indicano eventuali proprieta esplosive del prodotto.
Proprietà ossidanti
Le proprietà ossidanti di un prodotto sono utilizzate per l’attribuzione del rischio di comburenza di un prodotto. In genere un prodotto ossidante e anche comburente.
Proprietà corrosive
Il valore di PH al di sopra o al di sotto di appositi limiti determina un maggiore o minore grado di corrosivita e quindi la comparsa di appropriate frasi R nel calcolo della pericolosità.
Disposizioni speciali
Permettono di impostare alcuni parametri relativi a disposizioni di legge per preparati che contengono sostanze particolari e che devono essere trattate o etichettate in modo differente.
Vernice
Vernice che contiene più dello 0.15% di piombo riporta la seguente frase in etichetta:
“contiene piombo: non utilizzare su oggetti che possono essere masticati”
Colla
Se è  una colla a base di cianoacrilati  deve comparire l’avvertenza “Cianoacrilato, aderisce alla pelle in pochi secondi”.
Se invece contiene isocianati deve comparire “Vedere le avvertenze del fabbricante”.
Se contiene composti epossidici deve comparire “Vedere le avvertenze del fabbricante”.
Se contiene più dell’1% di cloro attivo bisogna inserire l’avvertenza “Non utilizzare insieme ad altri prodotti: può emettere gas pericolosi”.
Se contiene Cadmio (leghe) inserire “Fumi pericolosi durante l’uso”.
Cemento
È un cemento o un preparato di cemento bisogna inserire l’avvertenza “Contiene cromo (VI). Puo produrre una reazione allergica” quando il preparato contiene piu dello 0,0002% di cromo solubile (VI).
Simboli
· il simbolo X e rimosso se e presente il simbolo C,
· i simboli X e C sono rimossi se e presente il simbolo T,
· il simbolo F dipende dal punto di infiammabilita inserito nelle caratteristiche,
· il simbolo E viene messo solo se nelle caratteristiche e stata indicata una esplosivita,
· i simboli F ed O sono rimossi se e presente il simbolo E.
Frasi R
Le frasi R che vengono associate al preparato dipendono in larga misura dalle sostanze presenti nella formulazione.
· Pericolo per la salute: viene applicato il metodo di calcolo indicato negli articoli 5, 6 e 7 della Direttiva 99/45/CE “preparati pericolosi” e successivi adeguamenti.
· Pericolo fisico: viene applicato il metodo convenzionale indicato nella “guida all’etichettatura” della direttiva 67/548/CEE “sostanze pericolose” e successivi adeguamenti. In particolare questo metodo si basa sulle caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche attribuite al preparato stesso.
Frasi S
Le frasi S vengono aggiunte in base alla presenza delle frasi R. In alcuni casi la presenza di una frase R fa scomparire una corrispondente frase S
Pericolosità dei preparati
La pericolosita dei preparati viene attribuita in base alle condizioni sopra esposte, in particolare il D.Lgs. 65/2003 e successivi adeguamenti.
Occorre tenere presente che la pericolosita del preparato non dipende solo dalla formulazione ma anche dalle caratteristiche che sono associate al preparato stesso.
Pericolosità delle sostanze
Le sostanze sono catalogate come descritto negli adeguamenti alle norme CE editi dal Ministero della Sanità e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
In alcuni casi organizzazioni di categoria hanno emanato delle note di raccomandazione o suggerimenti che differiscono dalla attribuzione emanata dal ministero. In questi casi e responsabilita dell’utente recepire o meno il suggerimento dell’associazione. Facciamo solo notare che, in genere, attribuire una pericolosità più restrittiva ad
una sostanza non comporta obblighi di tipo legale, mentre ridurre la pericolosita attribuita potrebbe farlo.

lunedì 23 aprile 2012

Origine Prodotti - Etichetta Informazioni Made in


Tutti i prodotti che vengono importati da fuori UE devono apporre l’origine. Ad esempio “made in China” o “made in P.R.C.”
Non è invece obbligatorio  apporre il marchio “made in Italy” sui prodotti o altra origine se prodotti in Europa (EU). Se si vuole dichiarare l’origine italiana dei propri prodotti bisogna rispettare dei criteri molto stringenti. 

Sono tre i principali criteri utilizzati per determinare il principio di lavorazione o trasformazione sufficiente a cambiare l'origine del prodotto:
a) valore percentuale: il valore dei materiali non originari non deve superare una certa percentuale del prezzo franco fabbrica del prodotto finito (da collegare sempre alle trasformazioni minime);
b) cambio di voce doganale: le materie prime o i componenti non originari utilizzati devono avere una voce doganale SA diversa da quella del prodotto finito;
c) regole specifiche: i casi che prevedono lavorazioni specifiche

Lavorazioni insufficienti a modificare l’origine del prodotto:
sono le lavorazioni sempre insufficienti a conferire l’origine anche se la regola di lista è soddisfatta (es. soglia di tolleranza)
(a) le operazioni di conservazione per assicurare che i prodotti restino in buone condizioni durante il trasporto e il magazzinaggio;
(b) la scomposizione e composizione di confezioni;
(c) il lavaggio, la pulitura, la rimozione di polvere, ossido, olio, pittura o altri rivestimenti;
(d) la stiratura o la pressatura di prodotti tessili;
(e) semplici operazioni di pittura e lucidatura;
(f) la mondatura, l'imbianchimento parziale o totale, la pulitura e la brillatura di cereali e riso;
(g) operazioni per colorare lo zucchero o formare zollette di zucchero;
(h) la sbucciatura, la snocciolatura, la sgusciatura di frutta, frutta a guscio e verdura;
(i) l'affilatura, la semplice macinatura o il semplice taglio;
(j) il vaglio, la cernita, la selezione, la classificazione, la gradazione, l'assortimento (ivi compresa la costituzione di assortimenti di articoli);
(k) le semplici operazioni di inserimento in bottiglie, lattine, boccette,
borse, casse o scatole, o di fissaggio a supporti di cartone o tavolette e ogni altra semplice operazione di imballaggio;
(l) l'apposizione o la stampa di marchi, etichette, logo o altri segni distintivi analoghi sui prodotti o sui lori imballaggi;
(m) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse;
(n) il semplice assemblaggio di parti di articoli allo scopo di formare un articolo completo o lo smontaggio di prodotti in parti;
(o) il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere a)-n);
(p) la macellazione degli animali.

La concessione consente di utilizzare materiali non originari fino ad un valore massimo del 10% del prezzo franco fabbrica
Es: se la regola prevede il cambio di voce doganale SA sarà comunque consentito l’utilizzo di materiali non originari classificati alla stessa voce SA del prodotto finito a condizione che il loro valore non superi il 10% del prezzo franco fabbrica